
Ripercorrendo, quindi, tutto l’ampio arco dei quattro anni (Accademici), si può notare, dal racconto fotografico una graduale evoluzione del mio lavoro; composizioni che da un meditato schematismo sono passate ad un pittoricismo della materia e della struttura.
Sin dagli inizi mi è stata riconosciuta, una abilità creativa fluida, anche di fronte ad un soggetto banale come un certo tipo di natura morta, o di fronte alla copia del modello. Ho inconsciamente astratto dalla realtà, gli elementi essenziali, qualsiasi oggetto mi si ponesse di fronte, riuscendo così a catturare le linee di forza. In questa sintesi, il significato compositivo è diventato nel tempo elemento costante, la ottengo tramite l’uso esasperato dei tre colori primari, il giallo, il rosso, il blu e con questi primari costruisco uno spazio fantastico, di forme, che non si riscontrano nel mondo degli oggetti che mi circondano.
La tavolozza è priva della mescolanza dei composti, dei multipli, l’uso è puro; ottengo così forti contrasti di luci ed ombre; con il giallo, gli spazi di luce, con il blu quelli in ombra; ogni quadro realizzato con questa tecnica, risulta essere per me più razionale, rigoroso e soprattutto teso al geometrico. Tale produzione rivela una volontà pittorica di ricerca, che coniuga i colori puri a forme essenziali. Realizzo così un accordo con effetti particolari, le opere denotano un’idea creativa, di forte intensità emotiva e di appassionata tensione coloristica, sintesi vibrante in vorticosa energia.
Parlando di emotività, può essere importante per la costruzione dei lavori, che, nel cambiamento, degli elementi e nella maturazione, del lavoro, sono tenute insieme da una forza interna. Riesco a catturare le mie emozioni, e ad esprimerle, in questo modo e con queste tecniche che ritengo fondamentali per ottenere risultati sul piano dello stile per la costruzione di esso.
L’arte è sentire, avvertire per me con sensibilità, una realtà vicina ai nostri sogni, dobbiamo perciò imparare ad ascoltare i sentimenti a condividere con gli altri il fantastico; strumenti come i colori squillanti, l’intrecciarsi ‘di essi’ in composizioni labirintiche lanciati alla ripetizione infinita; tenendo sempre presente che l’artista racconta in parte la sua vita, il suo subconscio e quello che lo circonda, che annoda il resto.
Il mio percorso artistico, parte da esperienze figurative, per approdare all’astrattismo. Gli esperimenti astratti, i primi, si sono resi possibili con le mie innovazioni e diverse combinazioni di colori, che, hanno esteso l’orizzonte. Il mio astrattismo fa perno sulla percezione visiva degli elementi formali, che del linguaggio costituiscono gli assunti sintattici fondamentali.
Ciò comporta una radicale scomposizione delle forme e una loro estrema semplificazione, col conseguente annullamento di ogni presupposto rappresentativo; l’astrattismo ricerca un ordine e una razionalità, capaci, di cogliere le strutture essenziali della natura, prescindendo da riferimenti immediati alla realtà circostante, e perviene alla definizione di un linguaggio incentrato sulla capacità espressiva e sulla funzione simbolica del colore. Itten scrive: “colore è vita, poiché un mondo senza colori sarebbe un mondo senza vita”. “Quando l’uomo muore diventa pallido non appena si spegne la sua luce vitale, vengono meno i colori del corpo, non irradia più colori”.
Nell’elemento coloristico si racchiude parte della mia esperienza artistica; che, si è venuta formando in ambito accademico, senza mai interferire, con la mia libertà di espressione.
Con il tempo, la mia pittura, ha subito una normale e violenta evoluzione, nei contenuti e nella tecnica per tentare di arrivare a forme nuove; inizia in questo momento la pittura fatta di sensazioni, suggerite dalle emozioni, nel gesto fine a se stesso, e nella struttura compositiva.
Pittura, costruita da impulsi e sensazioni, stati d’animo; pittura per la pittura; intersezioni di forme e colori, le quali, giungono fino a mescolarsi, dando vita a pagine secondo me suggestive per la esplosione di colori; colore, che, perde la proprietà iniziale di campitura, trasformandosi in denso e materico.